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PEACE2026
Cinque giorni al largo del Tirreno per portare a bordo di Gaia Blu la prima sperimentazione italiana di navigazione assistita e autonoma.

Area

Mar Tirreno

Periodo

19–23 mar 2026

Durata

5 giorni

Resp. scientifico

A. Tardo

Istituto

CNR-INM

La domanda

Una nave non naviga da sola: dietro ogni rotta c’è sempre una persona al timone, che legge la carta nautica, controlla il radar, decide una manovra.

Le nuove regole internazionali sulla navigazione, però, immaginano un futuro diverso, in cui parte di queste decisioni può essere assistita o affidata a sistemi automatici, con la supervisione umana che resta ma cambia forma.

PEACE-2026 porta questo futuro a bordo di Gaia Blu, trasformandola per cinque giorni in una piattaforma sperimentale. L’obiettivo non è raccogliere dati sul mare, ma testare come una nave può comunicare con un centro di controllo a terra, percepire ciò che la circonda con maggiore precisione e, un passo alla volta, guidarsi da sola.

Cosa si fa a bordo

Non c’è una rotta scientifica da seguire, né stazioni di campionamento: Gaia Blu naviga da Napoli a Livorno lungo il suo tragitto ordinario, e i test si inseriscono in parallelo, senza interferire con le missioni in corso. A bordo si verificano le comunicazioni satellitari e terrestri con il Remote Operations Center di Livorno, si mettono alla prova i sensori che danno alla nave una percezione più ricca di ciò che ha intorno, e si osserva come questi flussi di dati arrivano a terra in tempo utile per essere usati.

Gli strumenti in gioco.

PEACE-2026 si appoggia a un insieme di tecnologie che di solito restano dietro le quinte della navigazione: i sistemi di bordo ECDIS e AIS, che già oggi aiutano a tracciare la rotta e riconoscere le altre navi, affiancati da telecamere ad alta definizione e sensori LiDAR, che aggiungono uno sguardo più fine sull’ambiente circostante. A collegare tutto, i canali di comunicazione satellitare e terrestre verso il centro operativo di Livorno.


Cosa abbiamo osservato

I primi test confermano che i collegamenti satellitari e terrestri con il centro operativo di Livorno reggono anche in condizioni di navigazione reale, e che i sensori di bordo restituiscono un quadro coerente e utilizzabile dell’ambiente attorno alla nave. È il primo tassello di un percorso che, nelle prossime fasi, proverà a spostare sempre più decisioni dalla plancia al sistema. (Testo di esempio: da sostituire con i risultati reali della campagna.)

Dal ponte

“Guardare la nave che segue la rotta mentre a Livorno, a duecento chilometri di distanza, qualcuno vede sullo schermo esattamente quello che vediamo noi dal ponte, fa uno strano effetto: come se il timone avesse improvvisamente più mani..” — voce di esempio, da sostituire.

LA ROTTA

⏺ Porto di Partenza: Napoli

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⏺ Mar Tirreno

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⏺ Porto di Arrivo:Livorno
Da Napoli a Livorno, con test dei sistemi di navigazione e acquisizione autonoma lungo l'intero tragitto.

Il team

Responsabile scientifico:
A. Tardo
Capo missione:
I. Santic
Istituto:
CNR-INM
Nome esteso:
Progressive Autonomous Research Vessel Evolution