La domanda
Ventimila anni fa il mare era decine di metri più basso di oggi. Tratti di fondale che oggi navighiamo erano terra emersa, e alcune isole del Mediterraneo erano collegate alla terraferma da veri e propri ponti di terra.
BRIDGES va a cercare quelle antiche linee di costa, oggi sommerse. Ricostruirle serve a capire come si è mossa la costa nel tempo, come si sono separate le isole e per quali vie possano essersi spostate piante, animali e popolazioni quando il livello del mare era diverso.
Cosa si fa a bordo
La nave percorre linee parallele sopra l’area di studio, acquisendo in continuo dati del fondale e del sottofondo. Non si tira su quasi nulla dall’acqua: il lavoro è quasi tutto acustico, di giorno e di notte, con turni che coprono le 24 ore per otto giorni di fila.
Gli strumenti in gioco.
BRIDGES si appoggia soprattutto all’acustica di bordo: gli ecoscandagli multibeam per la forma del fondale e il profilatore Chirp per leggere gli strati sepolti sotto di esso.
Cosa abbiamo osservato
Terrazzi e paleo-falesie scolpiti dalle onde in epoche in cui il mare stava più in basso, canali sepolti e depositi costieri fossili. Messi in fila, questi indizi disegnano la mappa di un paesaggio scomparso.
Dal ponte
“Di notte, quando in plancia resta solo il rumore dei ventilatori e la traccia del sonar che scorre, hai la sensazione di stare disegnando una costa che nessuno vede da diecimila anni.” — voce di esempio, da sostituire.
